“L’Italia è tutta bella e ovunque si mangia bene”. Questa è una frase che tutti abbiamo detto o ci siamo sentiti dire almeno una volta in riferimento al Bel Paese dove, oggettivamente, la cultura culinaria è fortemente radicata, varia e di qualità. È così per i primi e i secondi piatti, ma lo è anche per la pasticceria, con alcuni dolci locali che, tra ristoranti stellati e tradizioni locali, rappresentano oggi delle vere e proprie eccellenze per l’Italia. La rivista Forbes ha stilato in tal senso la classifica dei 10 dolci italiani diventati iconici: ce n’è veramente per tutti i gusti.
Questo l’elenco dei 10 dolci italiani più iconici, come detto a metà tra tradizione popolare e alta pasticceria:
Iginio Massari ha saputo portare nell’alta pasticceria un prodotto della tradizione romana, il maritozzo. La sua rivisitazione, nata nel 2018, ha all’interno sia la panna montata che la crema pasticcera. Un successo che da febbraio 2025 è al centro del format monomarca MARITZ, aperto a Milano.
Il ristorante stellato Inkiostro di Parma dello chef calabrese Salvatore Morello offre come dessert la Mela verde, cetriolo e bergamotto, un connubio di acidità e amarezza, frutta e vegetali. Questa creazione ha ricevuto il Passion Dessert dalla Guida Michelin 2025.
Alta cucina, come detto, e tradizione popolare. Al Caffè Gilli di Firenze, per esempio, il marchio di fabbrica è la Schiacciata fiorentina premiata per due anni di fila come la migliore di tutta la città. Il successo deriva dall’intuizione di rendere questo dolce carnevalesco tradizionale disponibile tutto l’anno.
La Pesca di Prato, composta da due semisfere di pasta brioche imbevute nell’alchermes e unite da crema pasticcera, è stata salvata dal dimenticatoio dal maestro AMPI e lievitista Paolo Sacchetti. Nella sua pasticceria Nuovo Mondo a Prato fa rivivere questa tradizione culinaria portandolo nel tempo moderno.
In Costa Smeralda, l’Hotel Abi d’Oru vanta la presenza del pasticcere Andrea Tortora che ha creato la Coppa Ape d’Oro. Si tratta di un prodotto a base di gelato artigianale alla ricotta sarda e miele ricoperto da un topping di miele d’acacia.
Lo chef Andrea Antonini ha creato, per il ristorante Imàgo dell’Hotel Hassler di Roma, la Clarice. Si tratta di un dessert che visivamente richiama un falena composto da una sottile sfoglia di cioccolato dell’Ecuador, decorata e sagomata a mano con cura artigianale. Al suo interno troviamo yogurt di pecora, gelato alla vaniglia e una composta di more.
Presso l’Antico Forno Roscioli di Roma è possibile mangiare l’iconica Crostata di ricotta e visciole rivista da Pierluigi Roscioli. La crostata, in questo caso, non è chiusa, ma è decorata con strisce di frolla che permettono di intravedere la ricotta e il rubino delle visciole.
Al ristorante Sustànza di Napoli, il pastry chef Federico Andreini ha creato il Mare Clausum, ovvero un raviolo dolce che ha al suo interno erbe di costiera e marzapane. Il dessert viene servito in un brodo di alghe con olio di pino, agresto, baharat e granita all’amaro mediterraneo.
Nicola ed Emilio Goglia, figlio e padre che portano avanti l’attività di Emilio Il Pasticciere a Casal di Principe, Caserta, hanno reso il loro Roccobabà un simbolo della tradizione campana. È un babà ripieno di semifreddo alla crema e ricoperto di cioccolato.
Il pastry chef del San Domenico Palace di Taormina, Vincenzo Abagnale, ha realizzato il Bronte - Tokyo che unisce tradizione culinaria locale con il Giappone. Al pistacchio di Bronte, infatti, viene associato il miso giallo e la salsa di soia in un giro del mondo del palato.
2025-09-14T05:10:46Z